Eurovision: l’Islanda punta sulla performance kink e queer degli Hatari

Il 10 marzo è ormai alle porte, entro domenica tutti e 41 i Paesi che parteciperanno all’Eurovision Song Contest 2019 dovranno presentare la propria entry. L’Islanda ha già fatto i compiti e ha deciso che sarà rappresentata dagli Hatari, una band che si definisce techno BDSM e che lotta contro il capitalismo.

La stravagante band di Reykjavík, si è aggiudicata il biglietto per Tel Aviv vincendo il festival islandese Söngvakeppni, che vale come selezione nazionale, con il brano Hatrið mun sigra (L’odio trionferà).

Il testo della canzone, al limite del regolamento visto che è vietato parlare di politica nella competizione canora, è destinato a far discutere. Gli Hatari sono avvezzi alle provocazioni, tant’è che hanno sfidato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a un match di wrestling. La band islandese ha già deciso il premio in palio: dovessero vincere loro, darebbero vita a una colonia liberale ispirata al BDSM sulla costa israeliana che si affaccia sul Mediterraneo.

Le incredibili performance degli Hatari sono probabilmente ancora più famosi della loro musica e non puntano su primi piani ammiccanti o su rassicuranti coreografie. Tutt’altro. Il loro aspetto queer e gli otufit kink fatti di abiti in lattice e borchie mirano alla suggestione. Giudicate voi il risultato!

Dummy

 

Leggi anche: Ora è ufficiale: Mahmood parteciperà all’Eurovision 2019

 

.

2 Replies to “Eurovision: l’Islanda punta sulla performance kink e queer degli Hatari”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *