La proposta letteraria di Gennaio: “Chiamami col tuo nome” di André Aciman

Chiamami col tuo nome, André Aciman. Guanda, Parma 2008.

In attesa dell’imminente uscita del film di Luca Guadagnino, autore ignorato in Italia invece molto apprezzato negli States, rileggiamo il libro di Aciman vecchio ormai di 10 anni. La storia è un’educazione sentimentale che vede protagonista il diciassettenne Elio, infatuato di Oliver, giovane studioso ospite del padre nella casa estiva per una fellowship durante la quale deve portare a termine il suo studio sui filosofi presocratici.

L’ambientazione è la riviera ponentina in un’Italia anni ‘80 che ricalca un po’ la visione cartolinesca che E. M. Forster ne dava agli inizi del ‘900. Il contesto sociale e culturale in cui la storia si sviluppa è una compiaciuta situazione alto borghese ed intellettualmente elevata dove il rapporto tra i due riecheggia i concetti sull’amore presenti nei dialoghi di Platone. Ben si inseriscono citazioni che spaziano da Dante a Celan e, aldilà della storia, alcuni importanti interrogativi rimangono ben impressi nella memoria e coinvolgono il lettore: qual è l’importanza della persona amata nella crescita di sé tanto da poter scandire la propria vita tra un prima ed un dopo l’incontro con questa?; l’amore si nutre della quotidianità o di gesti e momenti unici ed irripetibili?; esiste l’amore o siamo noi che lo rendiamo reale attraverso l’elaborazione mentale che ne facciamo?.

La storia raccontata esorta a non vergognarsi a guardare negli occhi chi ci piace e, anche se questi è uno sconosciuto che si incrocia per strada, invita a fermarsi e girarsi indietro per vedere se anch’egli farà la stessa cosa, a prescindere dagli sviluppi. Altro concetto molto presente è quello della fusione dei corpi, sublimata dall’atto sessuale, ma anche dallo scambio dei vestiti, dal sapere cosa l’altro vuole e pensa, dal desiderio d’esser chiamati l’uno col nome dell’altro per fondersi in un tutt’uno perché, come nel mito platonico dell’ermafrodita, la ricerca della persona amata non è altro che il tentativo di ricongiungere un primigenio corpo diviso dagli dei.

Oates

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