Oggi la legge Cirinnà sulle unioni civili compie 3 anni: cos’è cambiato

La battaglia per i diritti degli omosessuali in Italia è stata ed è ancora lunga. Tre anni fa però è stato fatto un grande passo avanti. L’11 maggio 2016 la Camera dei Deputati approvava la legge sulle Unioni Civili, prima legge italiana che regolamenta le unioni omosessuali ma anche i contratti di convivenza.

La legge ebbe un percorso assai travagliato: ebbe cambi di testo, arrivò in aula senza relatore, vide il voltagabbana grillino al Senato e infine la caduta della Stepchild Adoption. Arrivata a Montecitorio, l’allora governo Renzi, pur di approvarla fece porre la questione di fiducia. Il governo aveva una stampella a destra (ovvero il Nuovo Centro Destra), Alfano per votare quella legge chiese di far decadere anche l’obbligo di fedeltà; questo ovviamente per rimarcare la distanza dal matrimonio.

Non possiamo certo dimenticare Monica Cirinnà, madrina della legge è forte sostenitrice delle battaglie Lgbt. Oggi la Senatrice scrive su Facebook: «Da tre anni, in Italia, famiglia si declina finalmente al plurale con tutti i colori dell’arcobaleno, senza escludere nessuno». Arriva anche il commento dell’Ex Ministra Maria Elena Boschi che ricorda il momento in cui pose la questione di fiducia: «Senza quel gesto di coraggio oggi migliaia di persone sarebbero meno libere».

Vero, oggi siamo tutti più liberi e quella legge ha contribuito e contribuisce ogni giorno a cambiare la cultura del nostro paese. Oggi però le forze politiche che sostengono i diritti Lgbt sono minoritarie, gli attuali governanti sono quasi ostili a questi temi. Il percorso è ancora lungo e pieno di ostacoli, ma questo rappresenta una sempre più forte determinazione nella lotta all’avanzamento culturale ed alla conquista dei diritti.

One Reply to “Oggi la legge Cirinnà sulle unioni civili compie 3 anni: cos’è cambiato”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *