Nigel Farage contro l’ingresso in UK delle persone con HIV: «Prima i britannici»

Il leader del Brexit Party, Nigel Farage ha confermato la sua idea secondo la quale non si dovrebbe permettere l’ingresso nel Regno Unito agli individui affetti da HIV.

Durante l’intervista all’Andrew Marr Show andata in onda domenica 12 maggio sulla BBC, il padrone di casa ha chiesto al politico se avesse cambiato idea rispetto alle sue dichiarazioni del 2014 a proposito dell’ingresso di soggetti sieropositivi nel Regno Unito, il quale ha prontamente risposto: «Penso che il Servizio Sanitario Nazionale sia solo per i cittadini britannici? Sì lo penso».

Farage non è il solo candidato del Brexit Party ad essersi trovato sotto ai riflettori per le proprie idee anti-LGBT+. L’insegnante Alka Sehgal Cuthbert, per esempio, nel 2017 si è dichiarata contraria all’introduzione nelle scuole dei programmi a sostegno dell’inclusione delle minoranze, tra le quali la comunità LGBT+ sostenendo che «insegnare ai bambini il rispetto di alcune caratteristiche o di alcuni gruppi sociali che si suppone essere vulnerabili è antiuniversale, perché insegna ai ragazzi a vedere i loro pari diversi a seconda di genere, razza e sessualità», e ancora «questa feticizzazione della diversità più che promuovere l’inclusività, rende concrete le differenze».

Così, mentre da un lato il Regno Unito dimostra un sostegno alla comunità arcobaleno eliminando a Londra le pubblicità dei Paesi che condannano l’omosessualità, dall’altra ci ricorda che abbiamo ancora da percorrere la strada per l’uguaglianza dei diritti.

 

Cover photo: Nigel Farage’s Facebook Page

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