Intersessualità, un sesso che non ha una dimensione sociale e politica

L’intersessualità è quell’ombrello sotto il quale si trovano tutte quelle persone i cui cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Condizioni con un’insorgenza tutt’altro che trascurabile, si parla di una nascita intersex ogni poche migliaia di nascite, spesso trattate male o in maniera poco attenta dai medici, a volte impreparati nell’argomento. È quello che racconta Lorenzo S. al Manifesto, in un’intervista di Giasandro Merli.

Lorenzo ha scoperto della sua intersessualità durante la sua pubertà, quando, tra i tanti cambiamenti dovuti alla crescita, iniziò a svilupparsi il seno. Questa mutazione nel suo corpo iniziò a dargli dei problemi quando i compagni di giochi – i ragazzini sanno essere crudeli – lo presero in giro.

A 18 anni, quindi, Lorenzo decise di andare dal medico per rimuoverlo e qui iniziò il suo calvario fatto di analisi ed esami. Essendo affetto – brutto termine da usare – dalla sindrome di Klinefelter, per la quale i cromosomi sessuali presentavano una X in più (XXY), l’unica terapia era la somministrazione di testosterone, con tutte le conseguenze del caso.

Hanne Gaby Odiele, modella intersex

Ad aiutare Lorenzo a trovare una nuova dimensione di sé è stato il definirsi intersex. Il capire di appartenere a “un sesso che non ha una dimensione sociale e politica” lo ha aiutato a scoprire la sua identità. Purtroppo, però, per tutti non è così.

«Ci sono persone medicalizzate dalla nascita, operate da piccolissime e psichiatrizzate dice Lorenzo – i medici si sostituiscono al tuo sé. Diventi quello che loro desiderano tu sia. Se la biologia dice che sei maschio ti costruiscono come un maschio». Una condizione violenta che potrebbe portare a tentativi di soluzioni drastiche per interromperla.

Eppure tutto nasce nella famiglia. I genitori di un individuo intersex dovrebbero capire la loro importanza nell’accompagnare i figli nel cammino della crescita. «Questo vale per tutti, non solo per i bambini intersex – racconta Lorenzo – chiunque dovrebbe sentirsi libero di scegliere la propria identità di genere, la propria dimensione relazionale e affettiva. Il ruolo dei genitori è sostenere i figli in questa scelta. Io con i miei sono stato molto fortunato».

 

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One Reply to “Intersessualità, un sesso che non ha una dimensione sociale e politica”

  1. Gianni Ciulla Salute

    L’ atricolo e’ molto interessante ma molto limitato. Ci vorrebbe piu informazione e piu educazione a patrire dalle scuole. Capisco che in questo paeese la sessualita’ e’ un grande taboo causa il coinvolgimento della chiesa cattolica molto repressiva. Ma mi piacerebbe avere molte piu’ informazioni in riguaro.

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