Imbrattano i manifesti di Riki con scritte omofobe, lui: «Fr*cio non è un insulto»

Riki, nome d’arte di Riccardo Marcuzzo, ha dato il via qualche giorno fa a una campagna pubblicitaria in occasione della pubblicazione del suo nuovo singolo Gossip. Da lunedì scorso, sono stati affissi per le strade di Milano dei manifesti che ritraggono l’ex concorrente di Amici che mostra il proprio torso sfilandosi una maglia.

«Milano è invasa! – scriveva pochi giorni fa Riki sui social – Ora trovami, rovinami e taggami. Presalva Gossip a questo link […] e quattro di voi verranno a letto con me. Lo faccio solo per…», seguito dall’emoji di una pannocchia. Il cantante aveva poi lanciato una provocazione: «Voglio che ogni affissione sia un’installazione capace di interagire con la gente. Aggiungeteci qualcosa, sporcatemi, coloratemi, rovinatemi! Fate in modo che quest’immagine possa diventare una vera e propria opera d’arte. Gli haters sono i benvenuti e questo è il vostro momento: a volte bisogna alzare lo sguardo dal telefono e sporcarsi davvero le mani!».

Gli hater non se lo sono fatto ripetere due volte, così pochi giorni dopo sono spuntate le prime offese sui manifesti, tra cui la parola “fr*cio”.

La sessualità del cantante è stata oggetto di chiacchiericci già in passato per via del suo look che sfida gli stereotipi di genere, come commentava egli stesso giorni fa: «Mi sfottono perché mi piacciono i fiori, l’amore e la natura. Mia mamma aveva ragione: essere diverso non è facile, ma tu segui il tuo cuore».

La risposta di Riki ha però ribaltato l’intento omofobo di quelle scritte: «“Fr*cio” non è un insulto, specialmente nel 2019! L’odio prima si stufa e poi si spegne. Cresciamo, crediamoci e non avremo paura perché chi sta bene con se stesso e si accetta, sia con l’ironia che con l’indifferenza, vince sempre».

 

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