Intervista a Boris, offeso per la sua omosessualità e le sue icone: Barbara d’Urso e Beyoncé

Boris è un ragazzo cresciuto a Barletta e che ora vive a Roma, dove lavora come addetto vendita. Proprio tornando a casa dal suo lavoro, Boris s’imbatte in un foglio pregno d’odio nei suoi confronti, degli insulti omofobi stampati su un foglio A4 che lo attaccano per la sua omosessualità, le sue icone Barbara d’Urso e Beyoncé, i suoi cani e anche aspetti molto intimi e delicati della sua vita, che insieme a lui abbiamo deciso di omettere in questa sede.

Nell’era dell’hate speech sui social, chi ha architettato questo vile attacco ha preferito consegnare quel foglio proprio dove Boris vive.

Le reazioni che si possono avere in questi casi dipendono dalla personalità di chi riceve un così brutto messaggio. Il destinatario di quegli insulti ha voluto dare eco alla sua vicenda, scrivendo prima a Barbara d’Urso, che lo ha accolto, e successivamente a noi, che abbiamo cercato insieme a lui di capire meglio cosa è accaduto da quando ha letto quel messaggio in poi…

L’intervista

Puoi raccontare in breve, per i nostri lettori, cosa ti è successo?
Il 17 settembre, tornando a casa dal lavoro e aprendo la porta, ho trovato per terra un foglio bianco piegato in due. Appena l’ho aperto, ho letto una serie di offese e insulti rivolti a me. Presumo che si tratti di una persona che mi conosce, non necessariamente un amico, ma è qualcuno che conosce una parte del mio vissuto, avendo scritto che amo Beyoncé e Barbara d’Urso e che ho dei cani.

Quindi pensi si tratti di un conoscente o di qualcuno che magari ti ha visto sui social?
A distanza di settimane ancora non capisco di chi si possa trattare, visto che anche sui social io spiattello la mia vita… Non ho idea se è una persona del quartiere che mi vede in giro con i cani, una persona sui social o un conoscente. Sicuramente è una persona frustrata e cattiva, che sa dove abito. Io non augurerei queste cose nemmeno al mio peggior nemico.

Cos’hai provato quando hai letto quel foglio?
A me non sembrava vero perché mai mi era successa una cosa simile. Mi era successo da piccolo di essere insultato con termini come “gay” o “mezza femmina”, ma ho sempre cercato di rispondere con l’indifferenza. Questa volta però sono rimasto spiazzato, ho avuto un gelo.

Hai denunciato quello che è accaduto?
Ho deciso di denunciare a mezzo TV. Ho scritto a Barbara d’Urso perché è l’unica che porta avanti da anni la battaglia contro l’omofobia: dà la possibilità di dar voce a questi fatti e avere la visibilità di farlo nella sua trasmissione è un modo per arrivare a più persone possibili. Di queste cose se ne parla, ma non abbastanza, l’ho fatto perché ci sono ragazzi e ragazze che a differenza mia sono più fragili. Voleva essere un messaggio di forza affinché esperienze come la mia non si ripetano più.

Hai anche pensato di denunciare alle forze dell’ordine?
Questa persona è stata denunciata. Come ho detto anche in trasmissione spero che esca presto una legge che punisca la violenza omofobica. Purtroppo ci sono tanti leoni da tastiera, che non capiscono che con le loro azioni e i loro commenti possono ferire e far male.

Ho letto un po’ di commenti su Facebook riguardo la tua partecipazione a Pomeriggio 5, e come puoi immaginare, non tutti sono dalla tua parte. Mi sono imbattuto in un post della pagina di Barletta.news24.city (un quotidiano locale della città di origine di Boris, ndr) e in molti pensavano che quello che stavi raccontando fosse irrilevante o, addirittura, che fosse inventato per avere della visibilità. Cosa vorresti rispondere a queste persone?
Dopo la mia testimonianza ho ricevuto centinaia di messaggi di sostegno e di solidarietà, da nord a sud, da parte di persone che credono nell’amore universale. Ho avuto anche tanti messaggi di gratitudine da parte di ragazzi e di ragazze omosessuali, che sono vittime di discriminazioni e hanno difficoltà nell’affrontare certe situazioni. Allo stesso tempo, ho ricevuto questi messaggi che tu mi hai ricordato… Mi hanno scritto “Sei ric***one, e allora?”, mi hanno detto che mi ero inventato delle cose. Penso che il fatto che io possa aver avuto esperienze televisive non c’entri nulla con l’essere stato attaccato, fosse stato per visibilità avrei preferito parlare di tarallucci e vino…

Certo, anche perché parlare di omofobia non regala la fama…
Bravissimo. Alcuni pensano che io abbia preso un gettone per raccontare la mia storia, ma non è la verità. Hanno scritto che era una storia architettata tra me e Barbara d’Urso. Dopo la mia denuncia, ci sono stati anche tanti messaggi di disapprovazione, anche da persone vicine a me a livello affettivo dalle quali mi sarei aspettato una parola di sostegno. Alcuni di loro avrebbero preferito che io sorvolassi, ma non ritenevo giusto sorvolare su queste cose. Penso di non aver ucciso nessuno a raccontare questa cosa che mi è successa e lo rifarei altre volte. Io spero che al più presto situazioni del genere cessino di esistere e che l’omosessualità venga vista come una cosa normale e che ci sia solo Amore e rispetto.

 

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