Bibbiano, per i giudici del tribunale dei minori «il sistema è sano»

Dopo mesi di dibattito politico sull’inchiesta Angeli e Demoni sui presunti affidi illeciti di bambini in Val d’Enza, meglio conosciuta come il “caso di Bibbiano”, è arrivata la prima verità giudiziaria, quella emessa dal Tribunale dei Minori di Bologna.



I giudici hanno passato al setaccio 100 fascicoli relativi a richieste di provvedimenti da parte degli assistenti sociali nel 2017, di cui solo 15 riguardano l’allontanamento dei genitori. In 8 casi i genitori non si sono opposti alla decisione, mentre nei restanti 7 per cui è stato fatto ricorso, la Corte d’Appello ha dato ragione al Tribunale dei Minori.

Non è stata riscontrata nessuna anomalia, dunque il sistema è sano e la responabilità è dei singoli, come rassicura il presidente del tribunale Giuseppe Spadaro: «Se vi sono state mele marce che hanno tentato di frodarci processualmente, devono essere giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa. L’assistente sociale è di fatto come la polizia giudiziaria per un pm, dunque chi ha sbagliato dovrà essere punito».



Il “caso di Bibbiano” naturalmente non è ancora chiuso, ma viene alla luce che non si tratta di un questione politica o ideologica, ma di una questione politicizzata da chi ha portato sul palco di Pontida una ragazza spacciandola per una minore di Bibbiano, da chi ha voluto parlare del caso durante la fiducia al Governo, da chi Bibbiano ce l’ha messo anche nell’insalata, quella del becero populismo.

 

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